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| LA STORIA >
Percorrendo la via Appia in direzione di Roma, a tre chilometri da Capua si incontra il rivolo dell' Agnena, qui a destra della via consolare si diparte una strada che attraverso una campagna rigogliosa arriva dopo cinque chilometri a Vitulazio.
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| ORIGINE
DEL NOME VITULAZIO |
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II
paese ha origini storiche: Vitulazio è infatti sorto
come vicus romano, cioè come unità minima insediativa,
non murata, con carattere di esclusivo servizio agricolo. Ne fanno
fede alcuni reperti di età romana rinvenuti suI territorio:
vasellame anfore, oggetti di terra cotta ed altro, ascrivibili probabilmente
a un singolare artigiano denominato "Pittore di Vitulazio",
attivo nella zona alia fine del III secolo d. C. si tratta di un ceramografo
sulla cui opera primeggia sempre lo stesso tema, costituito da un
grande volto femminile di profilo, tracciato con abbreviata sommarietà
e campeggiante su un fondo a squame con un chiaro riferimento a motivi
vegetali. |
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| L'antica configurazione di vicus e forse presente nello stesso nome del paese che, fin dalle prime fonti, viene chiamato Vitulaccius. Secondo la versione popolare, la denominazione sarebbe derivata dal latino vitulus, vitello e apius comparativo di aptus. II toponimo indicherebbe quindi "luogo molto adatto all'allevamento di vitelli". Questa interpretazione troverebbe conferma, secondo alcuni, nella rappresentazione di due vitelli sul gonfalone del comune. Ma tuttavia questa ipotesi non appare decisiva, tenuto conto che solo nel XVIII secolo si è sviluppata la tendenza a rappresentare la municipalità con un gonfalone. Appare maggiormente fondata di chi ritiene che Vitulaccius derivi dal nome personale latino Vitalus, diminutivo di Vitus, e da accius che significa "campo coltivato". Sarebbe, quindi da dedursi che il primo agglomerato di case si sia formato su un terreno di proprietà di un certo Vito.
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COME SI E' SVILUPPATO |
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| Il centro del paese si è sviluppato lungo un antico asse viario che collegava Teano e Cales al passo di Triflisco, in posizione pedamontana rispetto ai rilievi di Monte Maggiore, sia per non togliere prezioso terreno all' agricoltura, sia per proteggersi dai venti. Lo sviluppo successivo si è orientato in direzione di Capua, lungo la via Ruggiero, in posizione perpendicolare rispetto all'asse dell'originaria formazione. La vicina Capua annovera Vitulazio, già alla fine del X secolo, tra i suoi casali traduzione medievale del vicus romano. E di Capua Vitulazio seguì le sorti e la vita amministrativa finché con decreto di Giacchino Murat dell'8 agosto 1807, divenne completamente autonoma. In tutti questi secoli il paese ha continuato a chiamarsi "Vitulaccio". Solo con il decreto regio del 3 dicembre 1882, a firma del re Umberto I, ha assunto l'attuale denominazione a partire dal primo gennaio successivo.
Con il fascismo, nel 1928, un anno dopo la soppressione della provincia della Terra di Lavoro, Vitulazio fu unita a Bellona per formare un solo comune col nome di Villa Volturno, un pesante tributo dovette pagare il comune di Villa Volturno in occasione del secondo conflitto mondiale. Dopo
l'armistizio dell'8 settembre 1943, Villa Volturno venne a trovarsi
sulla linea di ritirata delle truppe tedesche, mentre l' esercito
alleato avanzava da Salerno verso Roma. |
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DA VISITARE |
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Notevole
interesse riveste il palazzo attualmente di proprietà
dei conti Capece Galeota alla periferia del paese. Posto in
un ampio parco, la costruzione, nata nei primi anni dell'ottocento,
presenta i caratteri propri della casa padronale di una economia
contadina. Attualmente è abitata dai discendenti |
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Nelle
vicinanze, alle prime falde collinari, si trova il Casino
di Caccia dello stesso periodo, frequentato dai
borboni
per le loro evasioni venatorie
e che ancora oggi si presenta in buone condizioni. |
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In contrada
Paglialarmi sorge il Tempio del Guerriero dal
colonnato in stile dorico in cui le parti interne sono affrescate
con tre figure mitiche. |
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Bellissima
villa situata viale Kennedy, costruita in stile liberty.
Attualmente la villa è in fase di restauro. |
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L'ECONOMIA |
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L' economia del paese, un tempo preminentemente agricola, si presenta oggi alquanto differenziata. Si registra una vasta rete commerciale e artigianale e insediamenti industriali. L'agricoltura si basa sopratutto nella coltivazione di tabacco e nella produzione di particolari tipi di frutta e verdura. La campagna vitulatina è ricca di oliveti per la produzione dell'olio. V itulazio è famosa per i suoi vigneti e per la produzione del "Greco Terre del Volturno" prodotto dall'azienda Villa San Michele. Dai terreni di origine vulcanica che si aprono verso il Vesuvio, provengono le uve di questo Greco, allevato con moderni sistemi colturali. Il vino conquista, con la sua bella struttura floreale, gradevole e fine, l'Oscar qualità/prezzo. Ma interessante è risultata un po' tutta la gamma dei vini prodotti, un aspetto che conferma la scelta di qualità fatta negli anni precedenti dai responsabili dell'azienda.
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SITUAZIONE ATTUALE
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Il paesaggio di Vitulazio situato ai piedi delle colline
del Monte Maggiore
è immerso in una verde
e fertile campagna. La vista aerea della zona offre, ancora
oggi in più punti, la conformazione del terreno campestre
diviso in centurie romane. E'ssa è attraversata dal torrente Agnena che si estende per parecchi chilometri fino ad immettersi
nel Tirreno presso la foce omonima.
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